Domani, mercoledì 5 agosto, intorno alle 8:35 ora italiana, lo stadio superiore di un Falcon 9 si schianterà sulla superficie lunare nei pressi del cratere Einstein. Il corpo del razzo, pesante quattro tonnellate, colpirà il suolo a una velocità di oltre 8.000 chilometri orari, producendo un cratere largo quasi 30 metri e sollevando una nube di polvere e frammenti.
Il razzo non era destinato a concludere la sua missione in modo così spettacolare. Era stato lanciato nel gennaio dello scorso anno per trasportare verso la Luna due lander privati: Blue Ghost, costruito dalla statunitense Firefly Aerospace, e Resilience, realizzato dalla società giapponese ispace. Blue Ghost riuscì ad atterrare e a completare la propria missione, mentre Resilience si schiantò durante il tentativo di discesa.
Mentre il primo stadio del Falcon 9 è progettato per essere recuperato e riutilizzato, il secondo stadio vola una sola volta. Normalmente viene guidato verso un rientro controllato nell’atmosfera terrestre, dove viene distrutto. In questa caso, però, fu necessario utilizzare quasi tutto il carburante disponibile e lo stadio superiore venne quindi lasciato in un’orbita terrestre molto alta, che attraversava periodicamente una regione influenzata dalla gravità lunare.










