di
Cristina Ravanelli
Spazi di ascolto e orientamento per ricevere informazioni sul ciclo mestruale, dagli aspetti biologici alla fertilità, dalla gestione pratica ai percorsi di cura. Il servizio, per ora unico, partito a Milano per donne di tutte le età
Figlie che aspettano il primo ciclo, madri che si avvicinano alla menopausa, trentenni che da anni convivono con un dolore a cui nessuno ha mai saputo dare un nome. Una donna ha scritto: «Grazie di essere nate, di esservi incontrate e di aver creato qualcosa di cui, profondamente, tutte noi, consapevolmente o meno, abbiamo bisogno e speriamo prima o poi di trovare». Sono loro le principali beneficiarie degli Sportelli di Salute Mestruale e Ciclicità, spazi gratuiti di ascolto e orientamento dove è possibile ricevere informazioni sul ciclo mestruale: dagli aspetti biologici alla fertilità, fino alla gestione pratica delle mestruazioni e all'individuazione di percorsi di cura più appropriati. Un servizio unico in Italia: quattro sportelli attivi a Milano (Centro Milano Donna 1, Centro Milano Donna 9, BASE Milano e Seicentro), promossi e gestiti dall'associazione no profit Eva in Rosso.
Ascolto ed educazione «Le mestruazioni sono un evento al quale non si viene preparati, né quando arrivano né quando terminano. Nessuno insegna davvero come prendersene cura. Si impara a viverle nell'ombra, facendo finta che non esistano», spiega Veronica Corbellini, psicologa, ricercatrice e tra le fondatrici di Eva in Rosso. «Il nostro obiettivo è accompagnare le persone lungo tutto l'arco della vita, offrendo un'educazione al ciclo mestruale e al corpo affinché le informazioni fondamentali per la salute non siano un privilegio di poche». Le richieste che arrivano agli Sportelli raccontano un bisogno diffuso: «Vorrei un ginecologo di cui potermi fidare»; «Il mio dolore è sempre stato sminuito». «Grazie per aver creato uno spazio di cui tutte noi, prima o poi, abbiamo bisogno».«La prima risposta che offriamo è l'ascolto», continua Corbellini. «Ma una delle maggiori difficoltà è orientarsi tra i servizi disponibili e trovare professionisti preparati. Per questo indirizziamo le persone verso i consultori del territorio o verso associazioni specializzate nelle diverse patologie, senza indicare il nominativo di un singolo specialista».






