Il motore di ricerca Google mantiene da anni oltre il 90% delle quote di mercato, rendendo quasi impossibile la competizione. Questa, ridotta all’essenziale, la tesi della Commissione europea che ha deciso di obbligare Big G a condividere i dati di ricerca.
La quantità di dati accumulata da Google nel corso degli anni ha alimentato un meccanismo di rafforzamento grazie al quale più utenti generano dati e più l'algoritmo migliora, consolidando ulteriormente la posizione dominante dell'azienda.
Partendo da questa posizione, il 16 luglio appena trascorso, Bruxelles ha formalizzato un metodo che obbliga Google a cedere ai rivali il carburante che alimenta il suo algoritmo di ricerca.
L’Ue vuole porre fine al monopolio dei dati
L'intervento si fonda sul Digital Markets Act (DMA), ovvero il regolamento dell'Unione europea che impone obblighi alle grandi piattaforme digitali dominanti (i gatekeeper) per garantire una concorrenza più equa nei mercati online.






