L'équipe che ha eseguito l'intervento chirurgicoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPisa, 4 agosto 2026 – A tre mesi da un complesso intervento di cardiologia interventistica eseguito con la tecnica ‘basilica’, una procedura altamente specialistica disponibile in pochi centri in Italia, una donna di 88 anni è tornata a condurre una vita completamente autonoma: vive da sola, svolge normalmente le attività quotidiane e continua anche a guidare la propria automobile.
Il controllo clinico e strumentale ha confermato l'ottimo esito della procedura: la nuova valvola aortica funziona regolarmente e i segni dello scompenso cardiaco che avevano reso necessario il ricovero sono pressoché scomparsi. La paziente era stata sottoposta nel 2014 a un intervento cardiochirurgico di sostituzione della valvola aortica con impianto di una bioprotesi.
Dopo circa dodici anni, la protesi aveva progressivamente perso la propria funzionalità, determinando una grave insufficienza valvolare e un importante scompenso cardiaco. In molti casi, la soluzione consiste nell'impianto di una nuova valvola mediante procedura transcatetere ('tavi'), evitando un secondo intervento cardiochirurgico.
Tuttavia, lo studio preoperatorio aveva evidenziato che la particolare anatomia della paziente esponeva a un elevato rischio di una delle complicanze più temibili della procedura: l'ostruzione delle arterie coronarie. Durante l'espansione della nuova protesi, infatti, i lembi della bioprotesi degenerata avrebbero potuto occludere gli osti coronarici, interrompendo il flusso di sangue al muscolo cardiaco.








