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Maria Strada

«Non sono stato coinvolto in questo piano strategico, ne sono venuto a conoscenza dai media»: anche Arsène Wenger — tra i 18 dirigenti citati nella lettera legale della Uefa che minaccia azioni contro il presidente Fifa — prende le distanze da Infantino

La dichiarazione dell'ex allenatore arriva però oggi, martedì 4 agosto, solo dopo che una lettera degli avvocati della Uefa a Infantino, con la minaccia di azioni legali lo ha inserito tra i 18 dirigenti i cui dati e comunicazioni dovrebbero essere conservati come potenziali prove del tradimento dello spirito del calcio. «Non sono stato coinvolto in questo piano strategico e ne sono venuto a conoscenza per la prima volta dai media», ha dichiarato Wenger nel suo comunicato. L'ex allenatore dell'Arsenal è stato assunto nel 2019 proprio da Infantino e, al momento, è responsabile dello sviluppo calcistico globale della Fifa.

«La decisione di ritirare il progetto era assolutamente necessaria e fuori discussione, perché credo fermamente in una Fifa indipendente che serva il nostro sport con impegno, trasparenza e integrità» ha scritto Wenger a una settimana dalla deflagrazione del conflitto tra il n. 1 del calcio mondiale e almeno tre confederazioni contitentali (oltre all'Uefa, anche la nordamericana Concacaf e l'asiatica Afc).Wenger ha precisato che il suo incarico alla Fifa consiste nel «supervisionare l'analisi dei dati del gioco, il centro di formazione online della Fifa, lo sviluppo dell'educazione giovanile attraverso 60 accademie in altrettanti Paesi dove sono più necessarie, e le competizioni giovanili in tutto il mondo».Pesante anche la presa di posizione del segretario generale Fifa Mattias Grafström, che oggi ha inviato una mail interna a tutto lo staff, visionata dall'agenzia Associated Press, definendo l'ultima settimana una «triste e riprovevole serie di eventi» che ha creato «un tumulto difficile da comprendere e accettare». Anche in questo caso non viene mai nominato Infantino, ma viene offerta garanzia allo staff: «Vi assicuro che voi, come membri dell'amministrazione, sarete difesi e tutelati dal contesto politico che stiamo attualmente attraversando».Grafström, storicamente un fedelissimo di Infantino fin dai tempi in cui lavoravano insieme alla Uefa, ha esortato lo staff a «continuare tutti a essere orgogliosi e felici» per il primo Mondiale a 48 squadre: «Una triste e riprovevole serie di eventi — conclusasi per fortuna con l'abbandono definitivo del progetto Ffe — per quanto ci lascino sgomenti, non dovrebbe oscurare questa realtà» ha scritto.