La famiglia Gaucci torna ad essere proprietaria del Perugia Calcio dopo 20 anni. Con Alessandro, figlio dello storico patròn Luciano, l’indimenticato mangia-allenatori che portò il club a giocarsi l’Europa.

La famiglia Gaucci al gran completo negli anni 90, con Riccardo, Alessandro e a destra il patròn Luciano

Il Perugia cambia proprietà e il cognome che torna a pesare è quello storico, della famiglia Gaucci: dopo la parentesi proprietaria argentina, il club biancorosso passa ad ArenaCuri srl con Alessandro Gaucci, figlio maggiore dell'indimenticato patron Luciano. Un nuovo corso che si è aperto con un gesto che ha immediatamente richiamato i metodi del passato: l'allenatore Giovanni Tedesco ha reso nota la propria uscita di scena lamentando di essere stato, di fatto, esonerato tramite una comunicazione via PEC. Un modo brusco e impersonale di chiudere il rapporto, che molti a Perugia hanno letto come il primo atto in puro "stile Gaucci".

La famiglia Gaucci si riprende il Perugia: Alessandro di nuovo a capo del club L’accordo per l'avvento della famiglia Gaucci a capo del Perugia Calcio è stato formalizzato il 3 agosto 2026 dopo un lungo confronto nello studio legale. Il gruppo ha deciso di accollarsi i debiti, versando un corrispettivo all'uscente ex patron argentino Javier Faroni. Il direttore generale Hernan Garcia Borras resterà invece responsabile giuridico per un periodo di transizione, ma le decisioni operative passeranno attraverso Alessandro Gaucci che nel nuovo corso ricopre un ruolo di primo piano, intanto come direttore sportivo, ma in vista c'è una possibile nomina di presidente. Oggi Alessandro Gaucci si presenta con toni diversi rispetto al passato: "Sono tornato dalla Spagna dopo quasi 20 anni perché qui mi sento a casa e c’è un progetto importante", ha dichiarato. "Sono stato contattato da questo gruppo per cercare di riportare il Perugia dove tutti vogliono", ha poi aggiunto sottolineando che i tempi sono stretti, la rosa va ricostruita quasi da zero e che "quest’anno sarà difficile, ma migliorare quello che è stato fatto negli ultimi anni credo sia abbastanza possibile se facciamo un buon lavoro".