Acqua, dopo il Pnrr rischio calo investimenti nel 2027. Lo studio Teha: con capitali privati pro capite da 95 a 112 euro e gap con l’Europa quasi azzerato.
di Redazione Soldionline
Il settore idrico italiano rischia un freno agli investimenti quando verrà meno la spinta straordinaria del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ma l’ingresso di nuovi capitali privati potrebbe cambiare radicalmente lo scenario, sostenendo la modernizzazione delle reti e avvicinando l’Italia alla media europea.
Investimenti idrici: cosa cambierebbe con più capitale privato
Secondo le stime della Community Valore Acqua di Teha (The European House – Ambrosetti), nel 2027 l’apporto di capitale privato – sotto forma di finanziamenti bancari, emissioni obbligazionarie e partenariati pubblico-privato – potrebbe far salire gli investimenti pro capite dei gestori industriali dell’acqua in Italia da 95 a 112 euro per abitante. Si tratta di un incremento del 18%.








