SETTEVILLE (BELLUNO) - Sono disperate le condizioni del giovane di Alano di Piave che domenica alle 14.20 si è schiantato con la sua moto contro la fiancata di un'auto sulla strada statale Feltrina, nei pressi di Montebelluna (nel Trevigiano, all'altezza della sala slot e dell'outlet della Salewa). Erano parse da subito gravissime le condizioni del 25enne alanese, che era stato successivamente ricoverato in terapia intensiva nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso.
L'incidente La strada era rimasta bloccata per diverse ore, fino al completamento dei rilievi, causando traffico intenso in entrambe le direzioni. Secondo una prima ricostruzione, il giovane stava viaggiando da Montebelluna verso Treviso in sella a una Kawasaki Ninja, preceduto da un altro motociclista. Un sessantenne, al volante di una Dacia, stava invece uscendo da una laterale per immettersi sulla principale in direzione opposta. Lo schianto è stato molto violento: ha scagliato il giovane motociclista sull'asfalto. Anche l'uomo alla guida dell'auto, a causa dell'impatto, era rimasto ferito, riportando tagli multipli al volto, ma è subito sceso a prestare soccorso al ragazzo. Nel giro di pochi minuti sono intervenute l'automedica e l'ambulanza del Suem 118 dal pronto soccorso di Montebelluna. La ricostruzione della dinamica descrive un incidente laterale avvenuto al centro della carreggiata. Stabilizzato sul posto dai sanitari, il giovane è stato trasferito in barella all'elicottero di Treviso Emergenza. In un momento di lucidità, nonostante le gravi ferite, il giovane era riuscito a chiamare la madre al telefono prima di essere collocato sull'aeromobile e, successivamente, ricoverato a Treviso nel reparto di neurochirurgia intensiva in prognosi riservata.Ore di angoscia La notizia dell'incidente si è diffusa nella comunità alanese dove il giovane è molto conosciuto in quanto discendente di una famiglia che da decenni gestisce un'attività con sede proprio ad Alano. Il padre ha spiegato che le condizioni del figlio sono disperate: «Mio figlio non è morto. I medici però mi hanno detto che sta andando in cielo, ma non è morto» ha detto in lacrime. Le speranze ora sono appese a un filo e l'intera comunità alanese si stringe attorno alla famiglia.









