Il concetto di rigenerazione è un modo di guardare il mondo. Un cambio di prospettiva che invita a vedere valore anche dove c’è scarto, possibilità dove sembra esserci una fine. È da qui che è nato il dialogo tra Comfort Zone del Gruppo Davines Group e Rifò: a unire questi due universi – quello della cura della persona e quello della moda sostenibile – è un simbolo tanto semplice quanto potente: un filo. Un thread che intreccia materiali, esperienze e visioni diverse, raccontando un’idea condivisa di bellezza, responsabilità e innovazione. E una convinzione: il futuro non passa necessariamente dalla produzione di qualcosa di nuovo, ma dalla capacità di rigenerare ciò che già esiste.
Rigenerazione, una parola piena di bellezza
Per Comfort Zone la rigenerazione è molto più di un processo produttivo. È un principio culturale che attraversa ogni scelta dell’azienda, dalla ricerca scientifica fino alla progettazione degli spazi e al rapporto con il territorio.
«Se la pelle è naturalmente capace di rinnovarsi» – spiega il presidente Davide Bollati, fondatore del brand Comfort Zone – «anche la cosmesi può imparare a generare valore restituendo risorse all’ambiente e alle comunità».
È questa la differenza sostanziale tra sostenibilità e rigenerazione. «Se la prima punta a ridurre l’impatto, la seconda prova a lasciare il mondo in condizioni migliori rispetto a come lo si è trovato. Un approccio che, nel caso di Davines Group, trova espressione concreta anche nel Davines Village di Parma, dove nascono i prodotti e i trattamenti Comfort Zone, concepito come un laboratorio vivente dove ricerca, architettura, natura e benessere dialogano quotidianamente».






