Camere miste al San Luca, e solo una tenda a far da separè. Il disagio per chi si trova ricoverato in Medicina trova sintesi perfetta nelle parole di una lettrice che ci contatta in redazione per raccontarci la sua esperienza. "Sono stata ricoverata per una pancreatite acuta e mi sono trovata in camera con un signore. Comprendo che questa è stata una soluzione adottata per non tenere i ’barellati’ in attesa al Pronto Soccorso, e certamente questa è una priorità che anche io come utente considero tale. In passato ho toccato con mano anche questa criticità del Pronto Soccorso, che è stato importante risolvere. Ma il disagio obbiettivamente c’è. Perchè magari c’è da passare di fronte al letto del proprio “coinquilino“ per raggiungere il bagno che, oltretutto, non offre l’opzione “uomini“ e “donne“ come facilmente si trova invece al bar o sui luoghi di lavoro. Capita di non trovarsi perfettamente vestite e quindi di sentirsi a disagio. L’ultima volta c’era una mia parente a trovarmi che mi ha potuto passare la vestaglia e così ho risolto. Diciamo che ci sono già diverse difficoltà quando ci si trova ricoverati e si sta male, non ne occorrerebbero altre".
"Anche perchè – aggiunge – i doppi servizi all’ospedale non ci sono dove, invece, ci sono le camere miste. A dir poco curioso". La signora che ci ha contattato ci riporta anche un’altra “assenza“. Quella del nutrizionista. "Con i problemi che ho avuto io mi hanno dimesso senza nemmeno indicarmi una dieta da seguire – dice –. Allora mi sono informata e mi hanno risposto che il nutrizionista in realtà entra in campo se ci sono problemi di diabete. Ho chiesto ulteriori informazioni e mi hanno spiegato che posso trovare il nutrizionista al Cisanello oppure al Versilia. Non capisco perchè nei casi di particolari patologie non ci debba essere un nutrizionista che indica le linee guida anche al San Luca. Non so se chiedo troppo“.








