HomeMassa CarraraCronacaGuerra al gioco d’azzardo patologico. Due giorni di sensibilizzazione in ospedalePontremoli, il progetto ’Slow life, slow games’ punta a tutelare i giovani. Ieri e oggi tappa a FivizzanoL’iniziativa è andata in scena al Sant’Antonio Abate giovedì e venerdì scorsiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIn corsia, tra il via vai dei pazienti e il lavoro silenzioso degli operatori sanitari, per due giorni ha trovato spazio all’ospedale S.Antonio Abate di Pontremoli ’Slow Life Slow Games’, progetto di educazione al gioco sano e prevenzione del gioco d’azzardo patologico promosso dall’Azienda Usl Toscana nord ovest insieme a Lucca Crea -Lucca Comics & Games, con il contributo della Regione Toscana. Il 30 e 31 luglio, cittadini, famiglie e personale sanitario hanno potuto avvicinarsi a un modo diverso di parlare di gioco: non come rischio, ma come strumento di relazione, confronto e ascolto.

"Portare Slow Life Slow Games negli ospedali significa avvicinare la prevenzione ai luoghi della vita quotidiana – spiega il dottor Maurizio Varese, responsabile dell’Area Dipendenze dell’Azienda Usl Toscana nord ovest e ideatore del progetto – Attraverso il gioco sano possiamo parlare di gioco d’azzardo, aiutando le persone a riconoscere i rischi e a sapere che esistono servizi pronti ad accogliere e supportare chi ne ha bisogno". Accanto ai giochi da tavolo e alle attività interattive, la presenza della falsa slot machine ha attirato curiosità e domande: un dispositivo simbolico, pensato per mostrare i meccanismi che rendono il gioco rischioso, le false percezioni di controllo e l’importanza di fermarsi e chiedere aiuto. A guidare le attività i ludo-educatori di Lucca Crea -Lucca Comics & Games, insieme al personale del Ser.D della Lunigiana. Un lavoro di squadra che ha trovato il sostegno anche del Comune di Pontremoli: "Sono molto contento che anche quest’anno il corner di Slow Life Slow Games abbia coinvolto l’ospedale di Pontremoli", ha detto il sindaco Pietro Camillo Cocchi. La dottoressa Carolina Bianchi, responsabile del Ser.D Lunigiana, ha ringraziato gli operatori che si sono alternati, sottolineando l’importanza di portare la prevenzione nei luoghi della cura e della comunità. Durante l’iniziativa è stato presentato anche ’Non scommettere la vita’, il nuovo progetto dei Ser.D pensato per raggiungere le persone nelle sagre e negli appuntamenti dei paesi del territorio. L’idea è semplice: distribuire alle associazioni organizzatrici tovagliette con due domande che aiutano a riflettere sul rapporto con il gioco d’azzardo. In caso di punteggio elevato, è indicato il numero da contattare per avere supporto.