HomeMilanoCronacaBertolaso scopre le carte. Melazzini verso Niguarda. E Colombo per il Welfare: sarebbe la prima donnaL’assessore conferma le scelte per il valzer rinviato a settembre causa FdI. La dg della Fatebenefratelli-Sacco incassa il successo dei cantieri Pnrr. .La dg Colombo con Bertolaso e Melazzini all’inaugurazione del nuovo SaccoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguici"Un po’ di polemica la devo garantire, lasciamogliela fare... Io faccio scelte e agisco, questo è il mio compito", sottoscrive l’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso, mentre, archiviata l’ultima seduta di Giunta prima delle vacanze, conferma i suoi piani per il minivalzer di manager sanitari rinviato a settembre. Che fanno ribollire l’azionista di maggioranza del centrodestra, Fratelli d’Italia. E che però, per la prima volta a memoria di addetto ai lavori, potrebbero portare una donna con pieni poteri sulla poltrona di direttore generale del Welfare lombardo. Tutto nasce dall’imminente pensionamento del dg dell’Asst Niguarda Alberto Zoli, che a marzo ha compiuto 71 anni. E dall’idea di mandare al suo posto il direttore del Welfare Mario Melazzini.

"Ho spiegato ai miei colleghi che Zoli purtroppo ha raggiunto i limiti" d’età "e mi ha chiesto di essere messo in congedo alla fine di settembre, quindi siamo costretti a sostituirlo", ha chiarito Bertolaso, spiegando la sua decisione sul successore: "Secondo me Melazzini, che ha già fatto il direttore sanitario al Niguarda ed è di gran lunga il professionista con il cv migliore – è stato presidente e direttore generale dell’Aifa, l’Agenzia italiana per il farmaco, ha diretto moltissime strutture pubbliche e private – è spontaneamente e fisiologicamente la figura più idonea per la gestione dell’ ospedale più importante d’Italia. Sapete che i miei criteri sono la professionalità e il merito. Altri criteri non mi riguardano". Sì, perché il giro di nomine la settimana scorsa è stato oggetto di ben due incontri tra l’assessore Bertolaso e i capigruppo dei partiti del centrodestra. Al centro le tensioni mai sopite tra il tecnico di fiducia del presidente della Regione Attilio Fontana e gli esponenti di FdI. Che appoggiarono la scelta di Melazzini a capo del Welfare, ma oggi vorrebbero lì qualcuno di più “organico“, come il direttore dell’Asst Nord Milano Tommaso Russo, oppure Luca Stucchi dell’Asst Lariana; che un anno fa (proprio nell’imminenza di un altro valzer estivo) innescò la proverbiale sfuriata di Bertolaso ai dg ("Se non siete capaci andate a vendere le mozzarelle") citata un mesetto fa a un convegno dell’associazione Ippocrate fondata dall’assessore alla Sicurezza Romano La Russa. Facendo ripartire l’escalation: nuova sfuriata di Bertolaso ai dg per i pronto soccorso affollati con l’invito ad andare a lamentarsi dai loro referenti politici, nuova sollevazione dei Fratelli, con tanto di nota firmata dall’assessore ai Trasporti Franco Lucente e dal deputato Marco Osnato, e successiva diserzione dei meloniani in Giunta per un equivoco su un documento chiesto (e inviato). Sono passate appena due settimane. Ora la nuova schermaglia, col valzer rinviato a settembre per l’opposizione di FdI, che punterebbe a vender cara la poltrona del Welfare per incassare magari a dicembre, quando è in programma un più ampio giro di direttori d’ospedali.