Il focus04 agosto 2026 alle 00:19Restringimento in via Molo Sant’Agostino, da oggi in piazza Deffenu

Il serpentone di auto avanza a passo d’uomo già di mattina davanti al nuovo cantiere di viale Molo Sant’Agostino, lungo il porto. Si frena, si riparte per pochi metri, poi un’altra attesa. C’è chi guarda nervosamente per capire la natura del “blocco”, chi si dispera per non aver scelto una via alternativa (via Sassari) e chi è rassegnato. È una scena che da ieri si ripete e che per molti automobilisti è la nuova immagine di una città attraversata dai lavori. E da oggi, al massimo domani, il percorso rischia di complicarsi ancora. In via Roma, infatti, nel tratto tra piazza Deffenu e l’Hublot, scatterà un nuovo restringimento della carreggiata (ridotta a una corsia per senso di marcia) per consentire lo spostamento della rete del gas, un intervento necessario per consentire ad Arst di andare avanti (sempre a rilento) con i lavori della metropolitana. Un altro imbuto destinato ad appesantire la circolazione. Sbottano i cagliaritani, protestano i consiglieri comunali di minoranza.

L’accusa

«Il Comune autorizza tutto senza pretendere nulla», tuona Giuseppe Farris, CiviCa 2024. «Non pretende un numero adeguato di operai,non pretende un'accelerazione dei lavori, non pretende il rispetto delle date annunciate. E l’aspetto più grave e che spesso i cantieri appaiono semivuoti, i tempi e i disagi aumentano ma non aumentano le maestranze. Il Comune si sta comportando come un semplice ufficio di autorizzazione. Prima di autorizzare un solo ulteriore restringimento», dice ancora, «il Comune renda pubblico il cronogramma reale, pretenda un rafforzamento immediato dalle squadre di lavoro e dica quando finalmente termineranno i cantieri, altrimenti non si sta amministrando». Il concetto lo ribadisce Pierluigi Mannino, FdI: «Via Roma era già un imbuto, ora è una clessidra. Prima chiudono la corsia preferenziale centrale, da piazza Deffenu a Matteotti. Poi butti tutti – bus, auto, taxi - nelle due corsie rimaste sul lato porto, e quando le persone si sono abituate alle modifiche alla viabilità, che fai? Vai a restringere pure la carreggiata lato porto per nuovi lavori. La chiamano metropolitana leggera. Di leggero c'è solo il modo in cui prendono in giro la gente. Cantiere pesantissimo e infinito. E si palesa sempre la stessa cosa: il caos».