di
Gennaro Scala
Sciarpe, magliette e messaggi: «Riposa in pace, capitano. Sei lassù con il mio papà». I fiori di Amorim e Gabbia davanti al murales di Perth, in Australia.
«Ciao Franco. Hai messo in fuorigioco anche la morte». Accanto alla scritta c'è il disegno di un bambino: ritrae Franco Baresi di spalle, con quell'iconica maglia numero sei che ha segnato un'epoca. Davanti a Casa Milan continua da due giorni una lenta, silenziosa processione. Il piazzale è diventato un altare laico dove il popolo rossonero si ritrova per piangere il suo eterno Capitano, scomparso all'età di 66 anni.
I tifosi continuano ad arrivare, sfidando il caldo di questi giorni. C'è chi prega, chi fissa malinconicamente le decine di cimeli e chi nasconde le lacrime dietro gli occhiali da sole. In fila, ordinati, si attende il proprio turno per lasciare un fiore, una sciarpa o per firmare il quaderno delle condoglianze posizionato accanto alla divisa numero 6, portata lì già venerdì alla drammatica notizia della scomparsa.










