ROMA - La prossima domenica, 9 agosto, le Nazioni Unite ricordano la Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni del Mondo. Ogni anno l'UNESCO celebra la Giornata, istituita come occasione per valorizzare queste comunità e diffonderne la loro conoscenza, condividendo informazioni su progetti e attività rilevanti per il tema annuale. Le popolazioni indigene vivono in tutte le regioni del mondo e possiedono, occupano o utilizzano circa il 22% della superficie terrestre globale. Con un totale di almeno 370-500 milioni di persone, queste popolazioni rappresentano la maggior parte della diversità culturale mondiale, hanno creato e parlano la maggior parte delle quasi 7000 lingue del mondo. Tuttavia, molti popoli indigeni oggi continuano a confrontarsi con l'emarginazione, l'estrema povertà e altre violazioni dei diritti umani.

Quanto le crisi climatiche penalizzano le minoranze indigene. Va segnalato, a questo proposito, un libro scritto da Michele Oliva dal titolo Vulnerabili. L’impatto della crisi climatica e delle problematiche ambientali su minoranze e popoli indigeni, in cui l’autore pone l’accento su come l’inquinamento, il mancato accesso alle risorse naturali e la crisi climatica siano importanti fattori di disuguaglianza, soprattutto ai danni delle popolazioni indigene e delle minoranze. Michele Oliva è un biologo molecolare dell'Università di Padova, con un dottorato di ricerca in una università tedesca. Ha pubblicato numerosi articoli scientifici nel campo della biologia vegetale e delle banche dati biologiche.