Via libera del Senato alla delega al governo per la riforma degli ordinamenti professionali. Il disegno di legge è stato approvato con 81 voti favorevoli, nessun contrario e 50 astensioni e passa ora all’esame della Camera. Le opposizioni hanno annunciato in aula la propria astensione.
Il provvedimento, presentato dal governo nel settembre 2025 e firmato dai ministri del Lavoro Marina Calderone e della Giustizia Carlo Nordio, punta a una revisione degli statuti di 15 categorie professionali, che coinvolgono complessivamente circa 700mila iscritti, tra cui anche i giornalisti.
Soddisfazione è stata espressa dal presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, presente a Palazzo Madama durante la discussione. «Sono 63 anni che i giornalisti sono ancorati a norme professionali ormai superate – ha dichiarato –. Il Ddl delega può essere uno strumento utile per dare alla professione e ai cittadini un quadro di regole capace di affrontare le sfide di oggi e di domani».
Per Bartoli, però, il passaggio decisivo sarà quello successivo: «Il cuore della riforma saranno i decreti attuativi, che dovranno definire gli aspetti specifici e dimostrare la volontà di rendere la professione giornalistica moderna, autonoma e al passo con i tempi».










