| 3 Agosto 2026 18:01 |
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(Adnkronos) – Più volte Donald Trump è tornato sulle sue dichiarazioni dopo aver minacciato il ricorso alla forza militare contro l’Iran. Più volte, dopo aver annunciato la vittoria assicurando che le capacità militari dell’Iran erano state annientate, è tornato a minacciare nuovi raid contro la Repubblica islamica, da quando il 28 febbraio scorso Usa e Israele avviarono operazioni militari a cui Teheran non ha mancato di rispondere. Il presidente americano ‘oscilla’ tra negoziati e bombardamenti: nodo decisivo è lo Stretto di Hormuz.
– 21 MARZO: “Distruggere le centrali elettriche”. “Se l’Iran non riaprirà completamente lo Stretto di Hormuz entro 48 ore a partire da questo preciso momento, senza alcuna minaccia, gli Usa attaccheranno e distruggeranno le sue centrali elettriche, a cominciare dalla più grande”, scrive Trump su Truth. Due giorni dopo, concede altri cinque giorni, citando “colloqui molto positivi e produttivi” con l’Iran. Sospende la “distruzione di centrali elettriche” per altri dieci giorni, facendo riferimento a colloqui diplomatici in corso.
– 7 APRILE: “Morirà un’intera civiltà”. Trump minaccia l’Iran e la sua popolazione, oltre 90 milioni di abitanti, affermando su Truth che “stanotte morirà un’intera civiltà”. Poche ore dopo, accettando una proposta di tregua con l’impegno dei mediatori pakistani, Trump annuncia di “sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per due settimane”.







