Il 9 agosto la pop star inglese si esibisce al Romazzino A Belmond Hotel, in Costa Smeralda, per la tappa italiana del festival fondato da Maxim Berin. Con Chopard e Denza tra i partner, la serata racconta dove sta andando il mercato del lusso: dai beni alle esperienze.

C’è una data che gli osservatori dell’estate mondana europea hanno già cerchiato in rosso: 9 agosto 2026. Quella sera il Romazzino, A Belmond Hotel, affacciato sulle acque della Costa Smeralda, ospiterà per il secondo anno consecutivo il gala di Porto Cervo del Big Art Festival, e il momento clou avrà un nome che non richiede presentazioni: Robbie Williams. Oltre tre decenni di carriera, più di 85 milioni di dischi venduti, un catalogo di successi che lo colloca tra gli intrattenitori di maggior successo della musica moderna — e, per una sera, il formato più raro che il mercato possa offrire: un artista di statura globale nell’atmosfera intima di un evento privato.

Ma dietro la cronaca mondana c’è una storia di business. Il Big Art Festival, fondato da Maxim Berin e prodotto da Berin Iglesias Art Holding, si è affermato negli ultimi cinque anni come una delle piattaforme culturali di lusso più riconosciute al mondo, capace di riunire attorno allo stesso tavolo artisti internazionali, imprenditori, collezionisti, family office e leader culturali. E la sua formula — musica, arte, moda, gastronomia e ospitalità fuse in un’unica esperienza — intercetta con precisione chirurgica lo spostamento in atto nel lusso globale.