Roma, 3 ago. (askanews) – Protesta M5s in aula alla Camera sul caso Delmastro: le deputate e i deputati pentastellati, al termine dell’intervento del capogruppo Riccardo Ricciardi, hanno esposto due striscioni con scritto “FUORI LE CHAT! APRITE LA CASSAFORTE!” mentre il deputato Arnaldo Lomuti ha tirato fuori una cassaforte, aprendone lo sportello e tirandone fuori un cd. Nel mirino del partito di Giuseppe Conte la decisione disposta dal presidente della Camera Lorenzo Fontana di negare ai componenti della Giunta per le Autorizzazioni l’accesso alle conversazioni tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (Fdi) e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese.

“Ma cosa c’è scritto in quelle chat?”, si è chiesto Ricciardi. “E’ incredibile quello che state facendo”, ha aggiunto ricordando “chi è Caroccia: condannato per essere il prestanome della famiglia Senese, la famiglia camorristica che controlla ciò che avviene a Roma. Ha avuto a che fare con Carminati, Piscitelli, coi Casamonica e il boss Michele ‘o Pazzo ha un fratello che si dice sia colui gestisce tutti i ristoranti grazie ai quali la famiglia Senese ricicla i soldi della camorra e della ‘ndrangheta. Questo è il personaggio con cui il nostro sottosegretario aveva delle conversazioni. E voi parlate di legaità? Parlate di criminalizzare i ragazzetti sopra i 14 anni e non ci dite cosa diceva Delmastro con chi controlla il traffico di droga? Il problema è del partito di Giorgia Meloni, dovrà rendere conto. Paragonate Andrea Delmastro a Roberto Scarpinato, continuate a confrontare uno con la carriera di Delmastro con uno con la carriera di Scarpinato, conitnuate e vediamo chi combatteva la mafia e chi no. State inscenando questo trucco per cui Delmastro dice consegna le chat ma nel frattempo la sua maggioranza vieta l’uso. Pensate di farlo uscire come un eroe che consegna le chat ma ne vieterete l’accesso”.