Ariana Grande ha appena pubblicato Petal, il suo ottavo album, e ha annunciato che si prenderà una pausa dalla vita pubblica una volta concluso l’Eternal Sunshine Tour, il 1° settembre. Due notizie arrivate a distanza di pochi giorni l’una dall’altra, e che difficilmente si possono raccontare separatamente: sono la fotografia di un’artista che, mentre consegna uno dei dischi più intimi e sinceri della sua carriera, chiede pubblicamente di essere lasciata in pace. Petal non è soltanto un nuovo capitolo musicale, ma anche una dichiarazione personale. Un album che parla di ferite, trasformazioni e della necessità di ritrovare uno spazio tutto per sé.

Petal, un fiore che cresce nel fango (quello di Hollywood)

Il titolo del nuovo disco richiama il tatuaggio a forma di fiore di loto che Ariana Grande porta sul braccio destro dal 2020: un simbolo legato alla capacità di sbocciare anche nelle condizioni più difficili. Petal è un disco che attraversa l’oscurità per cercare una forma di luce. Nel videoclip del brano omonimo, Ariana interpreta una giovane cantante che arriva a Los Angeles con il sogno di affermarsi nel mondo dello spettacolo. Nella scena iniziale scende da un’auto e passa accanto a una stella della Hollywood Walk of Fame. Al centro della stella compare una crepa, da cui nasce un piccolo fiore che, audizione dopo audizione e giudizio dopo giudizio, perde lentamente i suoi petali. Un’immagine che diventa la metafora del prezzo da pagare per lavorare in un sistema che Ariana non accetta più.