A prima vista sembrano una coppia improbabile.
Da una parte Jannik Sinner, il campione che ha costruito il proprio tennis sulla disciplina e sul controllo.
Dall’altra una Ferrari V12 da 830 cavalli capace di sfiorare i 9.500 giri.
Poi si guarda meglio.
E quell’apparente ossimoro smette di esserlo.









