Cosa c'entrano le missioni spaziali con la Sanità? I due ambiti sono più interconnessi di quanto si immagini, e l'interfaccia aumenta rapidamente. Ed eccoci al punto: studiare come gli astronauti rispondono ai rumori nello spazio, sia fisicamente che psicologicamente, può aiutare ad impostare una reazione migliore negli ospedali, utile a limitare distrazioni ed errori. Qual è il punto in comune A spiegarlo è Arianna Astolfi, docente di Fisica Tecnica Ambientale al Politecnico di Torino, tra i protagonisti dell'incontro A Dialogue on Space and Non-Space promosso a Torino dal progetto Italian Knowledge Leaders di Convention Bureau Italia e dalla rappresentanza EMEA dell'American Institute of Aeronautics and Astronautics, la più grande società tecnica aerospaziale al mondo con oltre 33.000 membri in 91 Paesi, con il supporto di Turismo Torino e Provincia Convention. Gli effetti extra-uditivi sul benessere degli astronauti «I rumori in generale e le sensazioni uditive - spiega - possono influire in modo significativo sul benessere degli astronauti. Si tratta di quelli che chiamiamo effetti extra-uditivi del rumore: io sono coordinatrice di un progetto finanziato dall'Inail proprio su questo tema, che coinvolge quattro università e una fondazione, in Italia». Il progetto si concentra sulle terapie intensive Il progetto nasce all’interno di contesti quotidiani, ma guarda già a scenari più estremi: «Stiamo investigando questi aspetti in ambienti come le scuole, gli ospedali e gli uffici, ma l’obiettivo è spostare l’attenzione sugli ambienti estremi. Qui ci stiamo concentrando sulle terapie intensive, un contesto complesso sulla terra, così come è sfidante lo spazio per gli astronauti». I rumori che disturbano la comprensione e generano stress «Al centro dello studio ci sono i rumori che disturbano la comprensione del parlato e generano stress - spiega la docente -. Parliamo di rumori che non permettono di comprendere bene le parole e che generano una certa ansia, un effetto che monitoriamo valutando parametri come la conduttanza della pelle e il battito cardiaco. L'obiettivo è capire come il rumore in ambienti estremi possa condizionare sia la performance fisica, sia quella cognitiva, fino a non riuscire a portare a termine un compito perché si è distratti. Dobbiamo ancora capire con precisione quali siano i rumori più impattanti». Audio Space Lab, un laboratorio dedicato Per approfondire questi aspetti, Astolfi e il suo gruppo di ricerca hanno sviluppato un laboratorio dedicato: «Nell’Audio Space Lab, che si trova all’interno del Politecnico di Torino, riproduciamo scene audiovisive realistiche con un audio correttamente spazializzato, in modo da riprodurre fedelmente l’ambiente estremo senza l'utilizzo di cuffie». All’interno del laboratorio «effettuiamo test di disturbo da rumore e test cognitivi per capire come il rumore influenzi il benessere e la prestazione». «Stiamo lavorando per effettuare questo genere di simulazioni anche negli ospedali e in futuro negli ambienti estremi, caratterizzati da stimolazioni impulsive ricorrenti, come quelle dei macchinari».