Jannik Sinner è un mostro con la racchetta da tennis in mano. Ma alla guida di un moto deve ancora imparare. E molto. A dirlo senza troppi giri di parole è Celine Gazzotti, l’insegnante di guida dell’autoscuola con sede a Montecarlo. «Per ora, come tutti gli altri iscritti alla mia autoscuola, prima di salire su una moto dovrà partecipare alle lezioni in aula e cercare di superare l’esame di teoria che ha già fallito diverse volte...». Quante volte lo ha confidato lui stesso durante la festa che si è tenuta a Londra in occasione del suo grande trionfo a Wimbledon: «Sono stato bocciato quattro volte. L’ultima, poco prima di partire per l’Inghilterra». Per questo a Montecarlo con la sua Laila sta ancora usando un piccola Vespa rossa di piccola cilindrata, una di quelle con cui è consentito guidare con la patente della macchina.
La patente della macchina E quella della macchina? Quella l'ha conseguita qualche anno fa dopo essersi iscritto a un’autoscuola di Bressanone, in provincia di Bolzano, a pochi chilometri da casa sua, scrive il settimanale diretto da Osvaldo Orlandini. «Ci è riuscito al secondo tentativo, dopo avere inizialmente fatto otto errori al primo esame di teoria».Le difficoltà di Sinner Al settimanale DiPiù l'insegnante prova a spiegare il motivo delle difficoltà di Sinner a conseguire la patente: «La verità è che, fino a oggi, Jannik ha sempre cercato di prepararsi da solo all’esame. Prima di venire da me era iscritto a un’altra autoscuola dove, però, non tenevano lezioni teoriche in aula. Si è sempre presentato all’esame studiando “da privatista” e secondo me è per quello che è sempre stato bocciato. Il prossimo esame lo farà dopo avere seguito le mie lezioni, non ho la certezza che verrà promosso, ma studiando con me qualche possibilità in più la avrà di certo».Come funziona l'esame Il programma per il raggiungimento è stato stilato da Celine: prima di tutto superare un test a quiz con quaranta domande in cui è possibile commettere un massimo di 5 errori. Poi una prova pratica in un circuito chiuso. E infine 30 minuti di guida in mezzo al traffico del Principato di Monaco. Il tutto con «una potente Kawasaki da strada con un motore da seicentocinquanta centimetri cubi».Il primo incontro all'autoscuola E alla domanda che cosa le ha detto la prima volta che l'ha visto dentro la sua autoscuola, Celine risponde con molta onestà. «Non seguo il tennis, pensi che non lo avevo nemmeno riconosciuto. Avevo semplicemente davanti a me un ragazzo che desiderava prendere la patente della moto e non si capacitava del fatto di essere stato bocciato così tante volte. “Eppure io le cose sono convinto di saperle”, mi ha detto. È un ragazzo molto gentile, mi ha fatto tenerezza. Ogni volta che mi vede, in italiano mi dice: “Ciao, come stai?” e mi sorride». A quando il quinto tentativo? «Non glielo so dire con certezza, prima devo valutare a che punto è la sua preparazione e poi lo iscriverò all’esame. Mi dispiacerebbe se venisse bocciato per la quinta volta...».








