La corsa03 agosto 2026 alle 00:29In pista c’erano dodici angolarabi sardi, in sella anche Cianchino e Legno
«Attendevamo con orgoglio e tanta adrenalina questa 40esima edizione del Palio di Fonni», ammette Salvatore Nieddu, per tutti Nero, alla sua prima edizione da presidente della Società ippica fonnese. «Ebbene, tutto è andato per il meglio, siamo soddisfatti. Alla partenza c’erano 12 cavalli, rigorosamente angloarabi». Qualche nuvolone ha messo un po’ di apprensione, ma alla fine anche nella serata di ieri l’ippodromo in altura ha accolto un numeroso pubblico e offerto il consueto spettacolo. Ha regalato emozioni. L’ambita corsa da 32mila euro di montepremi è stata vinta da Stefano Saiu, per Anguillara Sabazia, su Plutonio da Clodia; secondo classificato Giuseppe Piccinnu, per Orune, in sella a Dokovic; terza piazza per il Comune di Fonni, con Andrea Cianciotto (Eroe de Bonorva); quarto posto, infine, a Gianluca Fais (Alghero) su Caracas Girl.
Corse in quota
Evento unico. È la gara più sentita perlomeno quando si parla di “galoppo agostano” in terra sarda. L’appuntamento fonnese si conferma tra le manifestazioni equestri più suggestive. Complici una lunga tradizione e quel contesto ambientale che non può lasciare indifferenti. L’ippodromo di San Cristoforo, ai piedi del Gennargentu, anche stavolta ha accolto i migliori fantini. Uno spettacolo imbastito sulla qualità dei partecipanti. D’altronde il Palio di Fonni, ribattezzato anche quello dei “Comuni”, ha visto fronteggiarsi i migliori cavalli angloarabi in circolazione. L’avvincente finale, sulla distanza di duemila metri, è stata preceduta dalle acrobatiche pariglie, eseguite tra gli applausi dai cavalieri locali. Quindi, da due batterie dall’alto tasso tecnico (sulla distanza di 1500 metri). Insomma, uno spettacolo dagli elevati contenuti. Ecco perché in migliaia hanno abbandonato le spiagge della costa e raggiunto l’impianto che sorge a pochi chilometri dal centro abitato.






