ROMA – C’è stato bisogno di evocare la Settimana Mondiale dell’Allattamento al Seno per chiedere alle autorità israeliane di rimuovere immediatamente le restrizioni all'ingresso e alla distribuzione degli aiuti umanitari, dei beni di primissima necessità e di aprire ulteriori valichi verso Gaza. Ma la sensazione è che averlo ricordato non sia servito a granché.
Bambini piccoli nutriti con acqua mescolata a ceci macinati o tahina. A oltre dieci mesi dall'entrata in vigore dell'accordo di cessate il fuoco – si legge nel report di Save The Children da Gaza – migliaia di madri palestinesi nella Striscia continuano a incontrare gravi difficoltà nell'allattamento dei propri figli a causa delle restrizioni all'ingresso di aiuti umanitari e ai beni commerciali. Lo denuncia rivolta alle autorità israeliane, assieme ai partner locali, mette in risalto livelli elevati di malnutrizione tra le donne in gravidanza e in allattamento, con una situazione particolarmente critica nel Nord della Striscia. Alcune madri, che non possono alimentarsi in modo adeguato, sono costrette a nutrire i bambini con acqua mescolata a ceci macinati o tahina, un alimento derivato dai semi di sesamo bianco. Altre interrompono l'allattamento.







