Tumori di rene e vescica
02 agosto 26 Salve , chiedo, se necessario il secondo intervento o quale sia l'approccio terapeutico più appropriato per questo tipo di malattia, avendo fatto già un primo intervento chirurgico (turb )con il seguente Referto istologico: frammenti di carcinoma uroteliale papillare di alto grado con estesi quadri di differenziazione squamosa con aspetti focali di iniziale infiltrazione del connettivo suburoteliale. Non evidenti quadri di angioinvasione o di carcinoma in situ. Muscolare esaminabile indenne. T1
Nei caso di neoplasia vescicale non muscolo invaviva ad alto grado di malignità, di stadio T1 (infiltrazione neoplastica del connetiivo sottoepiteliale e tonaca muscolare esente da malattia) al referto istologico della prima resezione endoscopica, le Linee Guida nazionali e internazionali consigliano una seconda resezione endoscopica possibilmente entro 4-8 settimane dalla prima resezione. Il motivo è rappresentato dall'alto rischio complessivo sia di malattia residua (30-50%) che di sottostadiazione (2-8%). Nel suo caso specifico la seconda resezione sembra raccomandabile anche in considerazione della istologia di tipo misto (sia uroteliale che squamocellulare). D'altra parte, l'infiltrazione solo focale del connettivo sottoepiteliale, come nel suo caso, si associa ad un ridotto rischio di sottostadiazione e di malattia residua e potrebbe rendere non strettamente necessaria la re-TURBT. Per definire quindi l'opportunità o meno della seconda resezione, conta molto il parere dell'urologo che ha eseguito la resezione che terrà conto anche alle dimensioni iniziali della neoplasia, della tecnica usata (en bloc o meno), dell'ampiezza dei margini e della profondità del prelievo alla TURBT e della convinzione di aver eseguito già un intervento radicale. Si affidi quindi con fiducia al suo urologo sia per decidere sulla opportunità della re-TURBT sia per l'impostazione del conseguente trattamento endovescicale.






