Il governo russo ha ufficializzato un provvedimento che vieterà l'attività di mining di criptovalute e la partecipazione a mining pool su tutto il territorio di Mosca e dell'oblast circostante, con effetto dal 15 agosto e validità fino alla fine del 2032. Si tratta di una delle restrizioni più ampie e durature mai adottate dalle autorità russe nei confronti del settore.

Il testo normativo, identificato come Decreto Governativo n. 936, porta la data del 25 luglio ed è stato pubblicato venerdì sul portale ufficiale dell'informazione legale della Federazione Russa. Il divieto si applica alla città di Mosca, all'intera Moscow Oblast e, in forma parziale, anche alla regione di Kursk, dove sono coinvolti otto distretti municipali oltre alla città di Lgov.

Alla base della decisione ci sono considerazioni legate alla tenuta della rete elettrica regionale. Secondo le stime fornite da Sergei Voropanov, ministro dell'Energia della Moscow Oblast, l'attività di mining assorbirebbe circa 1 gigawatt di potenza sulla rete della capitale, un carico considerato non più sostenibile in prospettiva.

Voropanov ha inoltre indicato che la capacità complessiva dei datacenter presenti tra Mosca e la sua oblast potrebbe arrivare a 3,6 GW entro il 2032, equivalenti a circa il 17% del carico massimo previsto per la rete elettrica locale. Questo dato, va precisato, include l'insieme dei datacenter attivi nella regione e non il solo comparto legato al mining di criptovalute.