Niente da fare, la nazionale maschile russa di hockey su ghiaccio, una delle più forti al mondo, è stata esclusa dalle competizioni internazionali anche nel 2027 dopo che aveva dovuto saltare anche le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Il pasticcio è stato fatto dal Cio, sin da quando l'ex presidente Thomas Bach aveva deciso la partecipazione di russi e bielororussi solo come atleti neutrali, lasciando però un grande margine decisionale alle Federazioni internazionali.

Cosa che ha creato, e crea, non pochi problemi. Ora il Cio, presidente Kirsty Coventry, ha riammesso, seppur provvisoriamemte, il Comitato olimpico russo in vista di Los Angeles 2028. Via libera anche alle squadre che prima erano del tutto escluse. Ma l'ultima parola spetta come al solito alle Federazioni internazionali che si comportano in maniera differente fra loro.

Riammessi i russi, con inno e bandiera, da parte di 11 Federazioni: judo, taekwondo, lotta (libera e greco romana), sport acquatici (nuoto, tuffi, nuoto artistico, pallanuoto), ginnastica (artistica, ritmica e trampolino), sollevamento pesi, scherma, pentathlon moderno, tennistavolo, pallamano e pugilato. Nessuna decisione per ora da parte della Fifa di Infantino. La World Athletics di sir Seb Coe tiene la linea più intransigente, non ne vuole sapere, d'altronde non aveva consentito ai russi di partecipare alle qualificazioni olimpiche di Parigi 2024 nemmeno a titolo individuale: la Federazione di atletica di Mosca si è rivolta al tribunale arbitrale dello sport (Tas) di Losanna che deve ancora fissare l'udienza.