La situazione acqua in città va migliorando ed è una notizia, visto che ogni giorno, da aprile, è stato contrassegnato da una carenza idrica in una o più parti della città. Ieri, per la prima volta in quattro mesi, non si è rotta alcuna condotta, nessun tubo è saltato, nessuna operazione di eliminazione delle sacche d’aria, niente graduale riempimento dei serbatoi. Non è ancora tutto perfetto.

Ortigia non si è ancora del tutto ripresa dal guasto del 10 luglio: i residenti riuniti nel comitato Ortigia cittadinanza resistente venerdì mattina segnalavano pressione non regolare nella percentuale del 35,3%, che di sera saliva al 40%. Mentre ieri mattina pressione scarsa “solo” per il 23,6% degli ortigiani “resistenti”. Non siamo all’emergenza di qualche giorno fa, che ha messo ko attività commerciali e strutture ricettive, ma si tratta sempre di “un residente su quattro che continua a segnalare una pressione insufficiente o assenza di acqua, segno di una situazione variabile e ancora lungi dall’essere stabilizzata”, come sottolinea il portavoce del comitato Davide Biondini.

Si abbassa un po’ il clamore dell’emergenza; si alza quello della polemica, che avrà il suo culmine in Consiglio comunale martedì. Sperando che la questione non si impantani nel distinguo semantico inaugurato dal sindaco già martedì scorso, in Consiglio comunale, in occasione della relazione annuale. Secondo cui non ci sarebbe “una crisi idrica”, nel senso che l’acqua nel territorio c’è (ci sono sorgenti e fonti), ma in questo caso – a maggior ragione – andrebbe spiegato perché non arrivi nei rubinetti. «Quando l’acqua non arriva regolarmente nelle case per settimane, la crisi esiste” – ha detto Davide Biondini - E quando le famiglie vengono lasciate sole ad affrontarla, il problema non è più soltanto infrastrutturale, ma anche politico e istituzionale.