La 53esima finale del Torneo della Montagna non è un trofeo qualunque, ma è una manifestazione paragonabile ad una finale di Coppa Italia o addirittura una Coppa del mondo. Qui non contano i gradi all’ombra o la stanchezza di una stagione; conta il trofeo, conta la gloria, conta incidere il proprio nome nella storia di una competizione che attraversa le generazioni.

Lo stadio Minelli di Pavullo una sorta di tempio laico dove alle 17.30 il Palagano e i padroni di casa del Pavullo proveranno ad alzare la coppa; e su quel manto erboso non scendono in campo solo ventidue giocatori, ma l’orgoglio, i sacrifici, i cori e le speranze dei due paesi. È la partita dell’anno per gli appassionati di calcio dell’Appennino, il capitolo finale di un viaggio lungo e faticoso che merita di essere vissuto tutto d’un fiato. Ma la magia del Montagna 2026 non si esaurisce nei novanta minuti dei grandi, ma una giornata di sport totale, una maratona di passioni che abbraccia il futuro.

Prima del fischio d’inizio dei big, il palcoscenico si accende per le finali del settore giovanile, i veri custodi della tradizione, i ragazzi che corrono con il sogno negli occhi e che rappresentano la continuità e l’anima più pura di questo torneo. Si parte alle 9.30 con la finale dei 2012 Acquaria-Crp Bortolotti; poi si prosegue con gli Allievi 2010 Frassinoro-Montefiorino Boccasuolo. Dopo il pranzo Serramazzoni-Romanoro si contenderanno il titolo 2014; alle 17.30 la finalissima fra Pavullo e Palagano. Una giornata di partite al Minelli che manderanno in archivio l’edizione 2026 del Torneo della Montagna. Un’altra pagina di storia del territorio scritta attraverso lo sport più amato da tutti.