Brindisi si prepara ad accogliere un nuovo sbarco. La nave Ocean Viking della ong SOS Méditerranée è in navigazione verso il porto adriatico con a bordo 14 migranti, tra cui tre donne e una bambina di 7 anni, soccorsi nelle acque del Mediterraneo centrale: «Nessuno aveva un salvagente - raccontano sui social dalla ong - l’imbarcazione era insicura e alla deriva. I naufraghi erano deboli ed esausti, dopo aver passato l’intera notte in mare respirando i fumi del carburante». La destinazione inizialmente assegnata dalle autorità italiane era Ancona, ma successivamente è stata modificata in favore dello scalo brindisino.

Secondo quanto riferito polemicamente dalla stessa organizzazione umanitaria, il porto di Brindisi dista circa 600 miglia nautiche dalla zona del soccorso, un tragitto che richiede circa due giorni e mezzo di navigazione. Una decisione contestata dalla ong, che sottolinea come la lunga percorrenza prolunghi inutilmente la permanenza in mare dei naufraghi, ritardando l’accesso alle cure mediche e limitando la possibilità della nave di tornare rapidamente nell’area delle operazioni di ricerca e soccorso.

Per il porto di Brindisi non si tratta di una novità. Negli ultimi anni lo scalo è stato indicato più volte come porto sicuro per le navi delle organizzazioni umanitarie impegnate nel Mediterraneo. Solo nel febbraio 2024 la Ocean Viking attraccò in città con 261 migranti, tra cui 68 minori non accompagnati, soccorsi al largo della Libia. In quell’occasione l’intera macchina dell’accoglienza fu coordinata dalla Prefettura con il supporto di Capitaneria di Porto, 118, Croce Rossa, Protezione civile e forze dell’ordine. La nave era dapprima diretta a Ortona, ma poi era stata modificata la destinazione a causa di un peggioramento delle condizioni meteo. Al termine delle operazioni, la nave venne anche sottoposta a sequestro amministrativo per 20 giorni con aggiunta una una sanzione per presunte violazioni del cosiddetto «decreto Piantedosi».