C’è un’isteria collettiva pronta a esplodere a comando. Una propaganda cinica ci spinge ogni giorno a fare le barricate per difendere i “sacri confini” ed a gridare all’invasione. Ci hanno addestrati a vedere il nemico in chi scappa dalla miseria. Poi però, quando il confine violato è quello della nostra stessa sopravvivenza, cala un silenzio assordante, quasi religioso.
Quando Andrea lotta tra la vita e la morte sull’asfalto, l’indignazione sovrana svanisce. E la cosa più devastante è che passa sotto traccia il dettaglio più spaventoso: su quella ambulanza non c’era neppure un medico.
Il comunicato e il cronometro
E di fronte a una simile tragedia, cosa fanno i vertici di Azienda Zero? Alzano le barricate sui cronometri. Tirano fuori un comunicato per spaccare il secondo sui tempi di intervento e liquidare il terrore di chi aspetta come una mera “percezione soggettiva”. Nemmeno una parola, nemmeno un cenno di scuse per l’assenza di un medico.
Il partito del cemento







