HomePisaCronacaPisa Jazz. Crescita lenta e costanteMariotti, direttore artistico del festival, racconta come ha portato Fresu, Di Meola e Bridgewater.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"In questi anni il festival ha avuto una lenta ma costante crescita, grazie alla capacità di aumentare il proprio appeal in termini di reputazione sia tra il pubblico che tra gli addetti ai lavori, ed è proprio grazie a questo che siamo riusciti a portare a Pisa star internazionali del jazz come Paolo Fresu, Al Di Meola, Dee Dee Bridgewater e Suzanne Vega". Francesco Mariotti è il presidente dell’associazione Exwide, promotrice di Pisa Jazz, e direttore artistico del festival che si è concluso nei giorni scorsi e che ha messo a segno un’altra edizione di successo: "Rispetto all’anno scorso il numero degli spettatori è cresciuto del 15% rispetto all’anno scorso, con il 5% di biglietti acquistati da stranieri: tedeschi e britannici prima di tutto, ma anche americani, svizzeri, polacchi e francesi. E’ il segno di una reputazione che ci siamo costruiti negli anni portando avanti il seme piantato nei decenni precedenti da Francesco Martinelli".

Del resto, sottolinea Mariotti, "il jazz a Pisa è sempre stato apprezzato dal pubblico locale e noi grazie ai contributi della Fondazione Pisa, e poi, anche alla progettualità che ci ha consentito di ottenere finanziamenti regionali e statali (penso a quelli triennali del ministero della cultura di 45mila euro all’anno per tre anni) abbiamo potuto fare un salto di qualità allestendo un vero e proprio festival riportando il jazz a casa nel contesto del Giardino Scotto".