“È una cancellazione, quindi ancora peggio di un condono“. Maria Cecilia Guerra, docente di Scienza delle Finanze e sottosegretaria all’Economia in quota Leu, è nettamente contraria allo stralcio di tutte le cartelle sotto i 5mila euro risalenti agli anni tra il 2000 e il 2015 previsto dalle bozze del decreto Sostegni. “I pareri in maggioranza sono diversi. Nelle prossime ore sarà trovata una sintesi, ma la nostra posizione è che le cartelle da cancellare sono solo quelle effettivamente inesigibili. Altrimenti il risultato è che si abbuonano imposta, interessi e sanzioni anche a chi potrebbe pagare”.

Sulla carta l’operazione dovrebbe servire a far pulizia nel magazzino dei crediti affidati all’agente della riscossione. Ma, per come è disegnata, ne cancellerebbe meno del 10%.

Sì, oltre a configurarsi come un condono non svuota il magazzino e quindi non risponde nemmeno alle richieste dell’Agenzia delle Entrate. Al contrario, cancellando e cartelle relative a soggetti falliti, deceduti, nullatenenti o rispetto ai quali siano già state effettuate tutte le azioni cautelari ed esecutive permesse dalla legge si eliminerebbe poco meno del 90% del carico totale.

Decreto Sostegni, resta il nodo cartelle. Di Nicola: “Ennesimo condono a vantaggio degli evasori. In Senato non avranno il mio voto”