Uomo, over 70, il loro patrimonio complessivo supera il doppio del prodotto interno lordo annuale degli Stati Uniti. Sono gli Ultra High Net Worth Individuals, indicati con la sigla Uhnw: persone che dispongono di almeno 30 milioni di dollari di ricchezza netta investibile. Secondo l’edizione 2026 del World Ultra Wealth Report, elaborato dalla società di data intelligence Altrata, nel mondo appartengono a questa categoria 556.850 individui. Nel complesso controllano beni e capitali per 63.800 miliardi di dollari. Nove su 10 di questi ricchi con patrimoni difficili da immaginare sono uomini e l’età media è di 67 anni. Meno di uno su 10 degli ultraricchi è donna o ha meno di 50 anni, mentre quattro su dieci hanno già superato i 70. La maggiore concentrazione si registra negli Stati Uniti, con New York al primo posto e quasi 24mila residenti appartenenti a questa fascia patrimoniale. Seguono le grandi economie dell’Estremo Oriente: Hong Kong, in particolare, supera le 18mila presenze. In Europa i principali nuclei si trovano in Germania, Regno Unito, Francia e Italia. Italia Nel nostro Paese vivono quasi 13mila ultraricchi e Milano rappresenta il maggiore centro di attrazione. Oltre il 70% ha costruito autonomamente il proprio patrimonio, soprattutto attraverso attività finanziarie e bancarie. La percentuale sale all’80% negli Stati Uniti e raggiunge il 92% in Cina. E mentre loro diventano ricchi, sempre più ricchi, altri diventano più poveri. Le stime indicano che entro il 2030 gli Uhnw potrebbero diventare 746.570, con una ricchezza complessiva di circa 85mila miliardi di dollari. La crescita più sostenuta dovrebbe riguardare l’Asia, con Delhi e Wuhan tra le città emergenti. In Europa spicca invece Stoccolma: la capitale svedese potrebbe registrare un aumento del 10,8% e superare i 2.300 ultraricchi entro il 2030. Un’espansione collegata anche alla capacità della città di attirare start-up tecnologiche, in particolare quelle specializzate nell’intelligenza artificiale.