L’Italia del canottaggio avrà bisogno di qualche giorno per leccarsi la ferita più dolorosa, qualcosa di simile a uno shock: agli Europei fatti in casa, alla Schiranna di Varese, il quattro di coppia azzurro è rimasto fuori dalla finale. Difficile prendersela con i pochi decimi di scarto: il quattro di coppia è vicecampione olimpico e campione del mondo in carica e questa è la specialità nella quale per tradizione l’Italia dà lezioni a tutte le Nazionali del mondo. A Varese è successo qualcosa di storto e Chiumento, Rambaldi, Panizza, Gentili avranno bisogno di rielaborare la batteria eliminatoria: di solito si divorano le gare, a questo giro sono stati costretti a rincorrere (senza riuscirci). “Siamo veramente amareggiati – ha detto Luca Chiumento, padovano delle Fiamme Gialle – Non siamo riusciti a dimostrare quanto vale il nostro quattro di coppia, questo non è il nostro valore reale. Dobbiamo imparare da questo risultato negativo, analizzarne le cause e lavorare in direzione del Mondiale di Amsterdam con ancor più determinazione”. Ecco intanto l’appunto numero uno sull’agenda di Antonio Colamonici, il direttore tecnico: tra tre settimane ci sono i Mondiali di metà mandato olimpico, un crocevia fondamentale per chi ha l’orizzonte di Los Angeles 2032. Il tecnico azzurro sta facendo i suoi esperimenti che sono gli stessi con cui ha portato la Romania a essere tra i Paesi leader del remo olimpico (e le barche romene ancora ne vivono di rendita): come amalgamare gli equipaggi degli armi più corti (doppi, due senza, quadrupli, quattro senza) anche sugli otto. La clessidra è rovesciata, le prime risposte arriveranno dal campo di regata della capitale dei Paesi Bassi.