Si parla tanto di “pericolo giallo”, di “invasione cinese” e di attacco all’industria europea. Sicuramente c’è del vero. Ma c’è anche dell’altro, di segno diverso. Come l’accordo di partnership siglato sin dall’ottobre del 2023 dalla multinazionale euroamericana Stellantis con Leapmotor, giovanissima azienda orientale (è nata nel 2015) inizialmente dedicatasi allo sviluppo di software, intelligenza artificiale e componenti per veicoli elettrici, poi “scesa in campo” con la T03, citycar elettrica che sta scalando le classifiche di vendita anche in Italia. Con grande soddisfazione di Stellantis, che di Leapmotor è diventata il maggiore azionista e ha costituito una joint venture che vede il gruppo guidato da Antonio Filosa al 51% e i soci cinesi al 49%, con l’impegno a esportare e produrre veicoli elettrici fuori dalla Cina, ad assemblare alcuni modelli in Spagna e ad acquistare congiuntamente componenti per ridurre i costi di sviluppo.
Sulla scorta del successo della piccola T03, sono arrivate, una dopo l’altra, le Leapmotor B10, nelle varianti full electric e full hybrid: due auto molto interessanti, e non solo per il rapporto qualità/prezzo comune a tutte le auto “made in China”, ma anche per lo stile, le linee pulite da classico crossover compatto, le proporzioni intelligenti, lo spazio a bordo (un tantino meno sull’ibrida), le prestazioni e il prezzo.






