Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiRadio Classica, l'emittente di Class editori dedicata all'informazione e alla grande musica, sta vivendo una seconda giovinezza: novità nella programmazione, ampliamento del target, sinergie ancora più ampie con i mezzi della casa editrice e nuove iniziative. A segnare questo percorso, anche il rientro nella rilevazione Audiradio, per ora con un test di prova su 6 province che però ha già dato buoni risultati: 110 mila ascoltatori nel giorno medio nel primo semestre di quest'anno, 375 mila nei sette giorni e 6 mila nel quarto d'ora medio, il dato che indica la fedeltà degli ascoltatori. Luca Zaramella è lo storico direttore di Radio Classica, oggi editorial content lead e in questa intervista racconta le novità.

Luca Zaramella

Partiamo dalla programmazione. Cosa è cambiato in questo ultimo periodo?

La programmazione di Radio Classica da sempre si basa sulla grande musica: classica in tutte le stagioni - lirica, sinfonica, operistica - e jazz. Sul jazz abbiamo una storia importante: trasmettiamo il nostro programma quotidiano da vent'anni e nei nostri studi sono passati tutti i più grandi esponenti del genere, da Franco Cerri a Enrico Intra. Ci dedichiamo anche alla musica sacra con una trasmissione interamente riservata alla domenica. Contestualmente, proponiamo un programma in cui l'Oriente incontra l'Occidente, esplorando la musica indiana. A tutto questo abbiamo poi affiancato un linguaggio più recente: la nuova classica. La grande musica non si è fermata al Novecento: noi guardiamo alla contemporaneità di autori come Ludovico Einaudi, Michael Nyman o Roberto Cacciapaglia.