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La scuola prova a ripartire in presenza, dopo le vacanze natalizie, ma per le molte assenze si stima che una classe su tre rimarrà chiusa. Oltre a Campania e Sicilia, anche un centinaio di Comuni hanno deciso di posticipare la riapertura. “Siamo preoccupati come tutti, ma la scuola è pronta” ha detto ieri sera il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, il quale ha però ammesso che c’è “sicuramente la possibilità che manchi del personale”.

Patrizio Bianchi: “La Dad crea problemi alla comunità”. La scelta di riportare tutti gli studenti in aula è motivata dalla “evidenza che il prolungato e diffuso uso di una didattica a distanza provoca problemi alla vita di una comunità”, ma c’è “un disposto sufficientemente flessibile che da una parte stabilisce il principio del ‘tutti a scuola’, dall’altro, laddove ci siano dei problemi, dà la possibilità di ricorrere alla distanza” afferma il ministro Patrizio Bianchi a Radio 1, nel giorno del ritorno in classe degli studenti. “Stiamo lavorando su una partecipazione collettiva, usciamo dalla logica del controllore: c’è un Paese che nel suo insieme si assume l’incarico di far tornare a scuola i ragazzi”.

Vincenzo De Luca: “Bambini usati come cavie”. È stato il primo degli amministratori che ha deciso di posticipare la ripartenza, chiudendo elementari e medie in Campania fino al 31 gennaio. “Le nostre sono solo misure ragionevoli” dice in un’intervista a Repubblica Vincenzo De Luca. “Siamo in una situazione di straordinaria e drammatica emergenza, che solo il Governo non vede. La cosa davvero scandalosa è che il Governo non ha riunito il Comitato tecnico scientifico come chiesto da tutte le Regioni, per avere una base sanitaria oggettiva e autorevole su cui fondare le decisioni” dice il presidente della Regione Campania, che ribadisce che i bambini sono usati come cavie: “Quando si continua sulla linea del “fare finta”, le conseguenze rischiano di pagarle i più piccoli. Non mi sento vincolato al “politicamente corretto”. Dico quello che vedo, adopero parole conseguenti e chiare, e rispondo alla mia coscienza, non a logiche opportunistiche”.