ALESSANDRO DI MEO/ANSA

Un voto per Sofia Loren espresso in una scheda durante la seconda votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica a Montecitorio, Roma, 18 aprile 2013. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Nel IX cerchio dell’Inferno parlamentare s’incontrano i “voltagabbana”, denominati anche “saltafossi”, che il popolo elegge con una certa casacca (per esempio quella dei Cinque stelle) e poi nel corso della carriera cambiano maglia come un Edin Džeko o un Hakan Çalhanoğlu. Su di loro si abbatterà la punizione dei nuovi Regolamenti di Camera e Senato, che prevedono sostanziosi tagli alla paga dei “cani sciolti”: così impareranno a tradire la fiducia di chi ce li ha messi. Ma ancora peggio dei “voltagabbana”, e addirittura più in basso nel girone infernale della politica, sono senza dubbio i “franchi tiratori”.

A differenza di quegli altri, questi vigliacchi non hanno nemmeno il coraggio di venire allo scoperto. Si mimetizzano, agiscono nella penombra, spuntano come guerriglieri dalla giungla. Infidi perché potrebbero essere chiunque, compreso quel deputato o senatore che ti ha appena dato una pacca sulle spalle; sleali, in quanto smascherarli è tempo perso; irresponsabili, poiché se ne infischiano dei rispettivi leader; inoltre perfidi, beffardi, vendicativi. Personaggi squallidi, però protetti dalla Costituzione che tutti consideriamo la più bella del mondo. All’articolo 83 prevede che l’elezione del presidente della Repubblica abbia luogo “per scrutinio segreto”. Col risultato che dalla quarta votazione in poi, quando basterà la maggioranza assoluta per eleggere il successore di Mattarella, ogni candidatura sarà esposta al fuoco dei francs-tireurs come li chiamano in Francia. Piaccia o meno, saranno i veri arbitri della corsa al Quirinale.