Al ritorno a casa dai festeggiamenti in centro per la promozione in serie A del Monza, era stato affrontato per un tentativo di rapina e colpito da una coltellata al cuore che ha rischiato di ucciderlo. Per questa vicenda, accaduta la notte del 29 maggio, ora sono scattati due fermi con l’accusa di concorso in tentato omicidio e tentata rapina aggravati dall’uso dell’arma da taglio. Li hanno eseguiti ieri i carabinieri su ordine del Tribunale di Monza nei confronti di Ibrahim Alam, 19enne di origine egiziana ma nato e residente a Monza, e del cugino Ziad Allam, ventenne connazionale nato a Monza e residente a Sesto San Giovanni. Entrambi sono stati condotti in carcere e lunedì saranno sentiti dalla gip Francesca Bianchetti per gli interrogatori di garanzia.
Ibrahim Alam si trovava ai domiciliari dopo essere stato arrestato dai carabinieri la notte seguente all’accoltellamento dello studente 17enne per il tentato scippo della borsetta a una prostituta in via Valtellina a Monza e per avere tentato di sfuggire ai militari. In quell’occasione i militari avevano sequestrato un coltello con una lama lunga 25 centimetri sporca di sangue che potrebbe essere quella che ha colpito lo studente e che ora è stata sottoposta ad accertamenti. Il 19enne, difeso dall’avvocato Saverio Santaniello, era già stato condannato a 8 mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale e per un coltello a serramanico e si era visto aggiungere altri 16 mesi per resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di armi bianche (per l’accusa di tentato scippo la difesa ha chiesto un processo a parte).






