Ligonchio (Reggio Emilia), 1 agosto 2026 – Nel nido della mitica Aquila è tutto pronto. Venerdì prossimo, con una grande festa, il nome di Iva Zanicchi, la figlia più celebre dell’appennino, colei che ha fatto conoscere questi luoghi oltre i confini nazionali, troneggerà sotto il cartello di “Benvenuti a Ligonchio”, mentre a Vaglie, l’antico borgo che le ha dato i natali, un’altra targa celebrerà il suo talento. “Sono felicissima”, assicura Iva che risponde al telefono dopo alcuni squilli. “Tra una serata e l’altra in giro per l’Italia, stavo innaffiando il giardino, che meraviglia!”. Iva è così. Un libro aperto: cordiale, sanguigna, sincera. Iva Zanicchi
L’impresa era ardua, perché la burocrazia è complessa.
“Questa è la dimostrazione che nel mio paese sono in tanti a volermi bene. Grazie al sindaco Enrico Ferretti, al Comune, alla Pro Loco Val d’Ozola, a Sandra Bacci, a tutte le autorità. E poi, il sindaco mi è proprio simpatico. Credo sia nato a Cerreto Alpi, il paese della mia nonna. Alla fine, scopriremo di essere parenti ( ride, ndr)”.
Però, qualche mese fa, a La volta buona, dalla Balivo, si era un po’ lamentata...“Neanche una targhetta”...aveva detto...
“A volte parlo anche troppo. Mia figlia Michela che in questi ultimi anni mi sta seguendo nel lavoro, dice che devo contare fino a dieci prima di parlare. Non volevo essere polemica. Esprimevo il desiderio di sentirmi amata nel mio paese di nascita. Il concetto era: amatemi, come io amo voi!”.






