Chiara la dinamica, ancora incerto il movente. A meno di ventiquattr’ore dall’agguato in piena notte contro un netturbino che nel cantiere della ditta Velia che si occupa della raccolta rifiuti a Torre del Greco, la polizia sta indagando a trecentosessanta gradi sulla vita privata dell’uomo: G. P., di 56 anni, è stato ferito, con un fucile a pallini, alla schiena e alle gambe. L’arma è simile a quelle che di solito usano i cacciatori e avrebbe potuto uccidere. Anche se la pista più battuta sarebbe quella legata alla sfera sentimentale o a uno sgarbo tra conoscenti. Gli inquirenti non tralasciano alcuna pista, anche quella di debiiti e dinamiche lavorative.
L'uomo ferito lavora da decenni nel settore dei rifiuti: assunto dal Comune di Torre del Greco quando il servizio nettezza urbana era ancora gestito in house, è stato poi assorbito dalle ditte che hanno vinto gli appalti e si sono susseguite, negli anni, nella gestione del settore spazzatura. Al momento, però, non sarebbero emersi elementi tali da far pensare ad un gesto intimidatorio o ad una ritorsione da parte della criminalità organizzata nei confronti della ditta appaltatrice per la quale l’uomo oggi è dipendente. In attesa di sviluppi e chiarimenti investigativi, non sono state rilasciate dichiarazioni o comunicati dai responsabili dell’azienda né dall’amministrazione comunale. L’episodio che ha trasformato in incubo la notte dei residenti e dei lavoratori - oltre che, ovviamente, della vittima - è accaduto nell’ex mercato ortofrutticolo di viale Sardegna dove si trovano l’area di cantiere e gli spogliatoi. La dinamica L’inferno è scoppiato mezz’ora prima della mezzanotte, mentre il netturbino stava raggiungendo i locali della Velia per cambiarsi d'abito e prendere servizio. G. P., che avrebbe un ruolo di responsabilità all'interno della squadra, ha raccontato agli agenti del commissariato di polizia affidato alla dirigente Antonella Palomba, di essere stato avvicinato da una persona che aveva il volto coperto da un passamontagna pochi istanti prima di entrare nel cantiere. Secondo la ricostruzione, il responsabile dell’agguato che non è ancora stato identificato, dopo aver raggiunto l’operatore ecologico lo ha colpito sparandogli sei colpi alle spalle e alle gambe. Diverse persone avrebbero sentito gli spari: tra questi anche i colleghi che stavano per entrare in servizio. Momenti di grande paura soprattutto per gli abitanti delle case che si trovano nei dintorni dell’ex mercato: tanto spavento, in particolare per le persone che per sconfiggere il caldo di questi giorni stavano trascorrendo la serata all'aperto. Qualcuno avrebbe anche visto il netturbino, benché ferito, cercare di scavalcare la recinzione di una proprietà privata per mettersi in salvo. Il cane Un tentativo che sarebbe stato bloccato da un cane da guardia. Ma l’aiuto sarebbe arrivato da un automobilista che dopo aver fatto salire G. P. in macchina lo ha accompagnato all’ospedale Maresca di via Montedoro. Qui l’uomo è stato accolto e curato dagli specialisti del pronto soccorso. Le sue condizioni non sono mai apparse gravi: G. P. è stato medicato e dimesso poche ore dopo l’agguato. Il netturbino è stato poi ascoltato dagli inquirenti che stanno cercando di dare risposte ai tanti interrogativi rimasti in sospeso.







