Il caso.01 agosto 2026 alle 00:17

Non si trovano, e quelli che si trovano o non hanno competenze o si dimettono all’improvviso. E non per gli stipendi «tutti regolari, anzi forse fra i più cospicui». Ma perché è impossibile o quasi trovare un alloggio e poi perché chiedono sabato e domenica liberi. Camerieri, cuochi, elettricisti, manutentori, giardinieri. Ma anche lavapiatti, receptionist, salumieri, bagnini. L’industria delle vacanze a Villasimius – così come in tutta la costa del Sarrabus – rischia di andare a sbattere contro un ostacolo sempre più complicato da superare: la cronica carenza di personale.

Il Consorzio

«La situazione – spiega Sergio Ghiani, socio del Consorzio turistico - non è drammatica, di più. In pratica copriamo stabilmente appena il 30 per cento del fabbisogno del personale, per il resto è una continua ricerca. Quest’anno stiamo riuscendo a tamponare un po’ con gli argentini, in tanti arrivano qui grazie anche al fatto che ci sono giovani calciatori che giocano nel Villasimius». Argentini «che di carattere sono simili a noi sardi, fanno soprattutto i camerieri». Ma non basta: «Il problema che esiste da sempre – dice ancora Ghiani - è quello degli alloggi. Una donna delle pulizie, giusto per fare un esempio, prende 1800 euro al mese. Se ne deve pagare 400 per un alloggio, non le conviene più. Come Consorzio, in accordo col Comune, ci eravamo proposti di trovare soluzioni. Tutto è rimasto sulla carta».