Giuseppe Spanu, operaio edile di 36 anni, è morto ieri notte nel carcere di Bancali a Sassari dov’era detenuto, in seguito a un incendio che lui stesso aveva appiccato nella cella del reparto ospedaliero dove era ricoverato.
Spanu stava scontando una condanna a due anni per minacce, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale e sperava di poter lasciare la cella per essere trasferito in una comunità terapeutica. La richiesta di revoca della misura cautelare, presentata a inizio luglio dalla sua avvocata Tania Decortes, era però stata respinta.
Il trentaseienne si è barricato nella cella, ha cosparso materasso e arredi di liquido infiammabile e ha dato fuoco a tutto. In pochi istanti il fumo ha invaso la stanza e i corridoi del reparto. Gli agenti della polizia penitenziaria sono riusciti a entrare con grande difficoltà. Spanu si era chiuso nel bagno. Lo hanno trascinato fuori ancora vivo, ma è morto poco dopo, nonostante il tempestivo intervento del personale del 118.
Nove agenti sono rimasti lievemente ustionati e intossicati e sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso dell'ospedale Santissima Annunziata di Sassari. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il 118, carabinieri e polizia di Stato. La Procura di Sassari, con la pm Camilla Battaglini, ha aperto un'inchiesta per verificare quanto accaduto.











