Un boato, poi il terreno che si muove con forza. Pochi secondi, sufficienti però a riportare la paura nei Campi Flegrei e nell'intera area occidentale di Napoli. La scossa di terremoto di magnitudo 4,7 registrata oggi è stata avvertita distintamente in decine di comuni, spingendo migliaia di persone a lasciare case, uffici e attività commerciali. Scene già viste negli ultimi mesi, ma questa volta accompagnate dalla consapevolezza di trovarsi di fronte all'evento sismico più intenso dell'attuale crisi bradisismica. Sui social e nelle ore immediatamente successive al terremoto si è diffusa una domanda: si tratta della scossa più forte mai registrata ai Campi Flegrei? La risposta richiede una precisazione.

Se si guarda alla fase di bradisismo iniziata nel 2022, la risposta è sì. Con una magnitudo di 4,7 il sisma odierno supera infatti il precedente massimo, fissato a 4,6, e diventa l'evento più energetico della crisi che da oltre quattro anni interessa la caldera flegrea.

Se invece il confronto si estende all'intera storia strumentale dell'area, il quadro cambia. Durante la grande crisi bradisismica del 1982-1984, quella che culminò con l'evacuazione del centro storico di Pozzuoli e il trasferimento di migliaia di residenti, furono registrati terremoti di magnitudo confrontabile e, secondo alcune ricostruzioni dell'INGV, fino a 4,8. Per questo motivo gli esperti evitano di definire la scossa odierna come «la più forte di sempre». Più corretto parlare di uno degli eventi più intensi mai osservati nella caldera e del più forte registrato negli ultimi quarant'anni.