Nuove e sterili polemiche da sinistra, Guido Crosetto non lascia correre. Nelle ultime ore i partiti di opposizione hanno messo nel mirino il governo per la missione – considerata “segreta” da qualcuno – nel Golfo. Da marzo, infatti, la Difesa ha schierato una Task Force Air-Arabia composta da circa 400 militari dell’Aeronautica tra Kuwait, Bahrein e Arabia Saudita. Come evidenziato da Fausto Biloslavo sul Giornale, si tratta di un dispositivo a supporto delle forze armate e di sicurezza con l’obiettivo di rafforzare il quadro di sicurezza regionale, contribuendo alla protezione delle infrastrutture strategiche e alla tutela degli interessi nazionali.E la sinistra? Polemica e incredibilmente disattenta. Il Pd ha presentato un’interrogazione per chiedere chiarezza, mentre da Avs sono arrivati i soliti attacchi. “La subalternità della destra al presidente Usa non può calpestare la nostra Costituzione. Ora vengano subito in Parlamento a spiegare il loro comportamento e a dire finalmente la verità”, il j’accuse di Fratoianni. Ma il ministro della Difesa non è rimasto in silenzio, smascherando la natura strumentale delle accuse: “Colpisce che chi grida oggi allo scandalo ed insulta con arroganza, piuttosto che accettare il confronto sereno offerto, solo poche settimane fa ha ricevuto ogni informazione, preso parte alle audizioni e votato le autorizzazioni”.“Il 5 marzo scorso il Parlamento ha approvato le risoluzioni che autorizzavano il dispiegamento e il rischieramento dei sistemi di difesa aerea e antimissile nella Regione del Golfo. Il 14 luglio, le Commissioni Esteri e Difesa del Senato e il 28 luglio la Commissione della Camera, hanno prorogato le missioni, che confermano e comprendono un’area, che include l’Arabia Saudita. Non una missione nuova, dunque, ma il riposizionamento all’interno di un’area già prevista e autorizzata di capacità esistenti e non più in grado di operare dal Kuwait”, la spiegazione di Crosetto, che ha poi aggiunto: “Nel frattempo il Governo ha riferito più volte alle Camere: il 2 marzo, il 5 marzo e il 13 maggio. I Ministri degli Affari Esteri e della Difesa sono stati auditi il 9 giugno, il Capo di Stato Maggiore della Difesa il 17 giugno e il Comandante del COVI il 1° luglio, davanti alle Commissioni competenti”.“Di fronte a questo percorso istituzionale, sostenere che il Parlamento fosse all’oscuro non è una critica al Governo ma o la confessione di non aver seguito le audizioni e non aver letto gli atti o non aver compreso ciò che si è votato”, l’affondo del titolare della Difesa. Crosetto ha tenuto a precisare che ogni parlamentare può – anzi deve – contestare le scelte dell’esecutivo, ma questo non significa “deformare la realtà” per “lanciare accuse pesanti ma false”: “Le informazioni c’erano, erano pubbliche, sono state illustrate nelle sedi istituzionali e sono state oggetto di deliberazioni parlamentari”.Crosetto ha chiuso il suo intervento lanciando un messaggio alla sinistra. “Su temi che riguardano la sicurezza nazionale sarebbe auspicabile un confronto basato su serietà e pacatezza, un confronto sul merito”, la sottolineatura del ministro in quota FdI: “Alimentare polemiche ipotizzando presunte omissioni, smentite dagli atti parlamentari, può servire alla propaganda, ma non rende un buon servizio al Paese. Ma ciò che rende un servizio ancor peggiore è l’utilizzo di insulti e di toni volutamente pesanti e offensivi”.
La sinistra grida alla “missione segreta”. Crosetto la smaschera: “Non avete letto gli atti”
Pd e Avs attaccano il governo sul dispiegamento nel Golfo, ma il ministro ricorda audizioni e autorizzazioni votate dal Parlamento: “Accuse false, solo propaganda”










