I termometri continuano a salire in tutta Italia. Secondo le mappe di allerta del ministero della Salute, domani, sabato 1° agosto, saranno 19 le città in bollino rosso per ondate di calore: Bolzano, Bologna, Brescia, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Domenica 2 agosto la situazione peggiorerà ulteriormente, con l'ingresso in zona rossa di altre quattro città - Catania, Genova, Palermo e Trieste - che porteranno il totale a 23 su 27 città monitorate.L'ondata di calore non è solo un'emergenza sanitaria, ma ha anche un costo economico crescente. Secondo l'ultima indagine di Munich Re, nei primi sei mesi dell'anno i disastri naturali hanno causato nel mondo perdite per circa 112 miliardi di dollari, di cui solo 44 miliardi coperti da assicurazione; in Europa i danni ammontano a circa 22 miliardi di dollari, in un contesto di ondate di calore da record legate al cambiamento climatico. Sul fronte produttivo, uno studio del Cnr-Itiam segnala che le giornate estive più calde aumentano il rischio di uscita dal mercato per le imprese, in particolare per manifatturiero e servizi, con le microimprese tra i soggetti più vulnerabili.Il caldo estremo sta inoltre alimentando la tensione sociale e politica. La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha parlato di "12.000 morti in Europa per quest'ultima ondata di calore", chiedendo misure immediate su orari di lavoro e povertà energetica. A Torino, gli attivisti di Extinction Rebellion hanno proiettato sulla Mole Antonelliana lo slogan "Questo caldo è una scelta politica", accusando governo e Regione Piemonte di aver smantellato le politiche climatiche. Nel porto di Livorno, il sindacato Usb ha annunciato scioperi dal 2 al 9 agosto per protestare contro l'assenza di misure adeguate a tutela dei lavoratori esposti al rischio da calore. Sulle Alpi, infine, il caldo ha già avuto conseguenze concrete: la società svizzera Zermatt Bergbahnen ha sospeso lo sci estivo ai piedi del Cervino, non essendoci più, spiega, condizioni di sicurezza sufficienti sul ghiacciaio del Teodulo.