La Cina rafforza il controllo sugli investimenti all’estero e amplia il quadro normativo legato alla sicurezza economica.

Dal 1° luglio sono entrati in vigore i nuovi Regolamenti sugli Investimenti all’Estero (Decreto del Consiglio di Stato n. 837), una disciplina che punta a definire un sistema organico per governare gli investimenti cinesi oltreconfine, ma che apre nuovi interrogativi per le imprese europee presenti nel Paese.

La scelta di intervenire attraverso un atto del Consiglio di Stato, e non solo con provvedimenti dei ministeri competenti, segnala il peso crescente attribuito da Pechino agli investimenti esteri nell’ambito delle strategie nazionali di sviluppo e sicurezza.

Secondo Carlo Diego D’Andrea, vicepresidente nazionale della Camera di Commercio dell’Unione Europea in Cina e managing partner di D’Andrea & Partners Legal Counsel, il nuovo regolamento si inserisce «in un più ampio processo di rafforzamento del quadro normativo cinese in materia di sicurezza economica».

Il nodo delle imprese straniere Uno dei principali elementi di attenzione riguarda l’articolo 2, che estende la disciplina agli investimenti effettuati da «investitori situati nel territorio della Repubblica Popolare Cinese», comprendendo imprese, organizzazioni e residenti individuali.