Il 31 luglio si celebra la Giornata mondiale dell’orgasmo, una ricorrenza informale diffusa soprattutto nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Canada e in Australia. Le sue origini non sono documentate con precisione, ma il senso della giornata è chiaro: parlare apertamente di piacere e salute sessuale, due temi ancora circondati da imbarazzo, stereotipi e molta disinformazione.
Del resto, anche l’Organizzazione mondiale della sanità ricorda che la salute sessuale non coincide soltanto con l’assenza di malattie. Comprende il benessere fisico, emotivo, mentale e sociale, insieme alla possibilità di vivere esperienze piacevoli, sicure e libere da coercizioni e discriminazioni. L’orgasmo rientra in questa dimensione, ma non è un esame da superare né il certificato di qualità di un rapporto. Può essere piacevole e importante, oppure non arrivare. Il problema nasce quando la sua assenza non è una scelta, ma il risultato di una sessualità costruita quasi esclusivamente intorno ai tempi, ai gesti e al piacere maschile.
Che cosa succede al corpo durante l’orgasmo
L’orgasmo coinvolge il sistema nervoso, il cervello, i muscoli del pavimento pelvico e diversi sistemi neurochimici legati al piacere e alla ricompensa. Una recente revisione scientifica, Orgasms, sexual pleasure, and opioid reward mechanisms, ha esaminato il ruolo di dopamina, ossitocina e oppioidi endogeni durante l’eccitazione e l’orgasmo, evidenziando come questi sistemi contribuiscano alle sensazioni di piacere, motivazione e gratificazione. La revisione è stata pubblicata nel 2025 su Sexual Medicine Reviews.






